Il webinar ha inaugurato un ciclo di incontri che si sono sviluppati nei mesi a seguire, rivolti oltre che ai genitori anche ad operatori dell’infanzia, attraverso cui si è ripercorsa la mission del Progetto “Tutti uguali, tutti diversi con la lettura”, ossia i benefici della lettura nella prima infanzia come elemento cardine dello sviluppo emotivo, relazionale, cognitivo e linguistico del bambino. ESSERE PADRI OGGI, è stato un evento dedicato ai papà e più in generale ai genitori, che ha seguito una tematica spesso poco dibattuta ma di grande interesse nel panorama dello sviluppo emotivo e relazionale del bambino, ripercorrendo il processo di genitorialità che ha inizio ancor prima della nascita di un figlio, un aspetto quest’ultimo ritenuto una prerogativa solo materna e che, in realtà, acquista valore anche per i papà. L’attenzione che, in fase di progettazione, si è deciso di dedicare nasce dall’esigenza di avvicinarci a quelli che sono i protagonisti dello sviluppo globale dei bambini, ossia i genitori e nel caso specifico valorizzare i papà che oggi rispetto a quanto avveniva fino a qualche decennio fa, partecipano molto di più alla cura e all’educazione dei figli, con una maggiore condivisione di compiti. L’evento condotto dalla dott.ssa Caterina Staropoli (Psicologa, Psicoterapeuta esperta in riabilitazione dell’età evolutiva e genitorialità), ha avuto modo di mettere sotto la lente di ingrandimento la figura dei “padri di oggi” e si è avvalso del prezioso contributo della Dott.ssa Caterina Colòca (Psicologa, Psicoterapeuta esperta in perinatalità) che ha fornito importanti spunti di riflessione ed elementi scientifici rispetto alla figura paterna. Quest’anno per noi la celebrazione della festa del papà attraverso questo webinar si veste dunque di novità, in particolar modo si veste di professionalità e di informazioni utili ai genitori su quelle che possono essere le buone pratiche per favorire la relazione genitore-bambino e lo sviluppo armonico della personalità del bambino. La scelta del webinar è un po’ una diretta conseguenza delle misure restrittive che limitano gli incontri in presenza, per cui non abbiamo potuto ripetere le attività che negli anni precedenti vedevano coinvolti papà e bambini tra le mura di Palazzo Santa Chiara, dove il Sistema Bibliotecario Vibonese ha dedicato uno specifico spazio fisico per la concretizzazione degli scopi del Progetto “Tutti uguali, tutti diversi con la lettura”. Sicuramente la capacità resiliente del gruppo di lavoro di questo Progetto, rintracciabile nello spirito di adattamento e nell’alto investimento motivazionale ad andare avanti, ha determinato un cambiamento topografico del Progetto, nel senso che molte attività, per forza di cose, hanno dovuto cambiare forma, ma la forma che hanno assunto ne ha consentito una realizzazione funzionale e per molti versi più evoluta. I punti salienti del dibattito hanno segnalato l’importanza della figura paterna sin dai primi istanti di vita del nascituro, attraverso studi scientifici che sottolineano le influenze delle esperienze precoci, a partire da quelle della vita intrauterina. Un aspetto che deve far riflettere sull’importanza del coinvolgimento dei papà nei percorsi di accompagnamento alla nascita, al parto e alle cure primarie. Approfondendo la tematica inerente i cambiamenti ormonali e sindrome della couvade, si è potuto osservare come la paternità non sia solo una questione di apprendimento di buone pratiche, ma anche di grande senso di empatia del futuro padre verso la propria compagna in attesa, un aspetto che rende il neo-genitore capace di “sentire” emotivamente i cambiamenti a cui la gravidanza espone. Il dibattito ha quindi cercato di fugare un luogo comune che correla il ruolo paterno, nei termini di fornire accudimento fisico ed emotivo al bambino, al “fare il mammo”: la dott.ssa Coloca ha sottolineato come sia assolutamente sbagliato etichettare questa attitudine dimostrata dai padri attraverso una partecipazione più attiva alle cure primarie della prole, dal momento che la figura paterna ha una sua specifica valenza e non diventa interscambiabile a quella materna, appare maggiormente corretto invece parlare di complementarietà dei ruoli e di quanto l’influenza del padre nello sviluppo del bambino sia pari (e non inferiore!) a quella della madre. I risvolti positivi di tale condizione si possono apprezzare a più livelli: la partecipazione del padre all’accudimento della prole, nel breve termine sembra correlare positivamente non solo con l’avvio dello sviluppo di un attaccamento sicuro del bambino, ma contribuisce anche al mantenimento di una sana relazione di coppia, dove il supporto fisico ed emotivo del partner diventa un importante fattore protettivo della relazione stessa. Nel lungo termine, si rintracciano numerosi elementi di come una sana relazione padre-figlio promuova il benessere psicofisico delle del bambino e del padre stesso. Arrivati a questo punto, la dott.ssa Colòca ha sottolineato l’importanza di incentivare la partecipazione dei padri ai corsi di accompagnamento alla nascita, l’utilità della condivisione emotiva con la partner e forme assistenziali più adeguate, come elementi propulsori alla partecipazione sempre più attiva dei papà alla vita dei propri figli e familiare e all’individuazione delle “buone pratiche” che consentano loro di vivere al meglio il processo di paternità, tra quest’ultime si rintraccia la lettura ad alta voce nella prima infanzia.

Caterina

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